Normative – Soglie prestazionali – Tecniche di Intervento – Iter procedurale
Inquadramento normativo
Gli ospedali con pronto soccorso ed i DEA di 1° e 2° Livello rientrano nella Classe d’Uso IV ai sensi delle NTC 2018 (Cap. 2.4), in quanto strutture strategiche che devono mantenere l’operatività durante e dopo l’evento sismico. Questa classificazione comporta:
- Coefficiente d’uso Cu = 2,0
- Verifica obbligatoria sia agli SLU (Stato Limite Ultimo) che agli SLE (Stato Limite di Esercizio), incluso il Livello Operativo (LO)
- Vita di riferimento VR ≥ 100 anni
L’OPCM 3274/2003 ha reso obbligatoria la verifica di vulnerabilità sismica per tutti gli ospedali, mentre l’obbligo di intervento è demandato alla programmazione triennale degli enti gestori.
Per gli interventi di miglioramento sismico (non adeguamento completo) su strutture sanitarie di Classe IV, e III in base alla classificazione NTC 2018 ed alle indicazioni del Ministero della Salute i livelli minimi prestazioni sono quelli indicati nel prospetto sotto riportato.
| Classe d’uso | Tipologia struttura sanitaria | Vita di riferimento | ζE post-operam |
| IV | Ospedali con pronto soccorso, Dipartimenti di emergenza ed accettazione | ≥ 100 anni | ≥ 0,60 |
| III | ospedali senza pronto soccorso, Case di Cura private, Cliniche specialistiche, RSA, strutture socio-sanitarie, Poliambulatori, Centri Diagnostici, Centri riabilitazione | ≥ 75 anni | ≥ 0,60 |
Dove ζE è il rapporto tra l’azione sismica sopportabile dalla struttura e quella di progetto per una nuova costruzione.
Obbligo di adeguamento
L’adeguamento sismico (ζE = 1,00) è obbligatorio, ai sensi dell’art. 8.4.3 NTC 2018, nei casi di:
- Cambio di destinazione d’uso verso Classe IV (es. edificio riconvertito in ospedale)
- Sopraelevazioni anche parziali di un piano;
- Ampliamenti in adiacenza strutturale all’esistente
- Interventi che modificano la risposta sismica globale in misura superiore alle soglie normate
Accreditamento sanitario
l Ministero della Salute prevede dei requisiti generali di accreditamento istituzionale, recepiti poi dalle singole Regioni. Il legame con la sicurezza strutturale sismica opera su due livelli:
Livello 1 — Requisiti strutturali minimi
Per ottenere/rinnovare l’accreditamento, le strutture devono attestare il possesso dei requisiti minimi di esercizio, che includono la conformità alla normativa sulla sicurezza strutturale. La presenza di una verifica di vulnerabilità sismica aggiornata è parte della documentazione tecnica obbligatoria.
Livello 2 — Programmazione degli interventi
Le amministrazioni sanitarie sono tenute a inserire nei piani triennali gli interventi di miglioramento/adeguamento emersi dalle verifiche, come condizione per mantenere l’accreditamento e accedere ai finanziamenti pubblici (es. PNRR Missione 6, fondi strutturali).
Iter procedurale per gli interventi
- Rilievo e indagini — livello di conoscenza LC1/LC2/LC3 (§ 8.5.4 NTC 2018), indagini sui materiali, rilievo geometrico
- Valutazione vulnerabilità sismica — analisi strutturale ante-operam, calcolo ζE esistente (schede Livello 0/1/2)
- Progetto dell’intervento — scelta tra tecniche: FRP, controventi metallici, pareti in CA, isolamento sismico, dissipatori
- Verifica post-operam — dimostrazione del raggiungimento di ζE ≥ 0,60 (Classe IV)
- Autorizzazione sismica — deposito/autorizzazione presso lo Sportello Unico Regionale per il rischio sismico
- Collaudo strutturale — obbligatorio per strutture strategiche
- Aggiornamento documentazione accreditamento — trasmissione all’ente regionale competente
Tecniche di intervento
| Tecnica | Applicazione prevalente | Note |
|---|---|---|
| FRP | Confinamento e rinforzo a taglio di pilastri, rinforzo a flessione e taglio travi | Interventi locali, aumentano la duttilità delle strutture minimizzando l’interruzione attività ma ben difficilmente sono sufficienti per raggiungere il miglioramento sismico del 60%; |
| CARBOSTRU C-SYSTEM T-SYSTEM |
Rinforzi a pressoflessione e taglio di pilastri, pareti scale, vani ascensore, setti in c.a., travi, nodi- travi/pilastri. | Possibile il miglioramento della duttilità e della capacità resistente degli elementi che presentano le maggiori carenze e programmare via via gli altri interventi per stralci funzionali; grazie alla minima invasività non viene aumentata la rigidezza dell’edificio né diminuita la fruibilità |
| Controventi metallici | Telai CA con insufficiente rigidezza | Possibile esecuzione per stralci funzionali ma generalmente limitano la fruibilità dell’immobile per l’inserimento dei telai in acciaio. |
| Pareti in CA aggiuntive | Incremento rigidezza globale | Interessano tutti i piani richiedendo nuove specifiche fondazioni atte a trasferire gli effetti amplificati (a causa dell’aumento della rigidezza dell’edificio) del sisma al terreno. |
| Isolamento sismico | Possibile solo per edifici con buona regolarità in pianta | Nel caso si utilizzino isolatori il progetto deve garantire l’adeguamento sismico ( ζE = 1,00); gli interventi devono essere realizzati sulla sommità di tutti i pilastri posti al medesimo piano sempre che questo sia sufficientemente rigido per garantire l’uniformità degli spostamenti (generalmente al piano interrato se gli spazi lo consentono); Pericoloso effettuare l’intervento con la struttura sanitaria operativa; garantisce la massima continuità operativa post-sisma. |
Aspetti specifici per gli ospedali in esercizio
Continuità operativa durante i lavori: il progetto deve prevedere la suddivisione in fasi che consentano di mantenere attivi i reparti critici (pronto soccorso, terapia intensiva, sale operatorie). Questo spesso orienta la scelta verso tecniche a minima invasività piuttosto che interventi massicci sulle strutture portanti.
Esempi di intervento miglioramento sismico Strutture Samitarie